L'azienda Kartell fu creata da Giulio Castelli, ingegnere chimico. La sua idea era quella di realizzare oggetti utili, con caratteristiche innovative, realizzati con materie plastiche e nuove tecnologie produttive. Nel 1949 Giulio Castelli comincia la sua attività producendo autoaccessori, articoli casalinghi, da laboratorio e d'illuminazione. L'innovazione del design, oltre che i materiali utilizzati, lo fanno divenire immediatamente un marchio molto ricercato.
Negli anni all'azienda Kartell sono stati legati nomi di famosi designer che hanno permesso a questo colosso di imporsi all'attenzione internazionale per l'avanguardia stilistica oltre che per quella tecnica. Tra i nomi più importanti si possono citare: Patricia Urquola, Piero Lissoni, Ron Arad, Michele De Lucci, Vico Magistretti, Philippe Starck, Alberto Meda, Ferruccio Laviani, Marteen Van Severen, Antonio Citterio, Anna Castelli Ferrieri.
Nel 1999 è stato fondato il Museo Kartell che è divenuto un segno tangibile della memoria storica di questa grande impresa. All'interno del museo vengono realizzate, oltre alle visite guidate, ricerche, pubblicazioni e archiviazione di documenti, prodotti, fotografie, disegni e modelli (molte delle schede sono consultabili anche online con una ricerca del database del museo).
Sul sito (kartell.it) è possibile visionare i prodotti o realizzare acquisti (nella sezione Kartell shop).
Il primo prodotto realizzato dalla Kartell e lanciato sul mercato nel 1950 è stato il portadischi realizzato con la collaborazione di Pirelli e disegnato da Roberto Meghi e Carlo Barassi.
Negli anni Cinquanta viene fondata la sezione casalinghi, la cui responsabilità è assegnata a Gino Colombini.
Nel 1958 vede la luce il settore dell'illuminazione a cui si legano i nomi di Giotto Stoppino, Joe Colombo, Marco Zanusso, Achille e Piergiacomo Castiglioni (di questi ultimi due è la famosa lampada 4006).
Nel 1963 è la volta dei prodotti di arredamento, tra cui si annovera la sedia 4999 per bambini disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper: la prima al mondo realizzata in plastica.
Negli anni Settanta la Kartell Italia riceve cinque compassi d'oro e varie medaglie. Questo è un periodo molto felice e proficuo che vede la coordinazione da parte del Centrokappa e l'apertura della divisione Habitat.
Nel 1980 vengono chiuse le divisioni casalinghi e illuminazione e l'attenzione si concentra sui settori Ambiente e laboratorio. La direzione artistica del design viene affidata ad Anna Castelli Ferrieri.
Nel 1988 subentra come proprietario e presidente dell'azienda Claudio Luti (che aveva lasciato da poco l'azienda Versace).
Negli anni Novanta la ricerca continua ad affiancare la produzione industriale, così da permettere la realizzazione di prodotti con plastica opaca, caratterizzata da una vasta gamma cromatica.
Tutt'oggi la ricerca e la produzione continua e il nome della Kartell si lega di anno in anno a nomi di designer famosi a livello internazionale.