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Spesso si sente parlare di didattica laboratoriale.
Ma per quale motivo un insegnante decide di usare la didattica laboratoriale?
La didattica tradizionale si basa fondamentalmente sulla lezione frontale: l'insegnante spiega, gli alunni ascoltano e prendono appunti. Tale metodologia può risultare a lungo andare demotivante per gli alunni. In questo tipo di metodologia infatti assumono un ruolo passivo, che li vede come semplici uditori. Gli alunni non riescono a partecipare attivamente al loro apprendimento e, per tale motivo, spesso si distraggono./http%3A%2F%2Ffarm7.static.flickr.com%2F6119%2F6332828854_cc0f2e3c1a.jpg)
La didattica laboratoriale, invece, è più coinvolgente perché fa diventare gli alunni artefici del proprio apprendimento. Solitamente si parte da un problema che risulta interessante e si chiede agli alunni di risolverlo attraverso la ricerca e la cooperazione.
Esistono delle fasi specifiche da seguire: proposizione del problema, ricerca e discussione, presentazione delle possibili soluzioni al problema, messa in comune di tutte le ipotesi, generalizzazione e formulazione della soluzione.
La didattica laboratoriale vede quindi la partecipazione di tutti e la realizzazione di un prodotto finale.
Bisogna fare attenzione e non confondere la didattica laboratoriale con le attività da svolgere in laboratorio. Infatti la didattica laboratoriale non ha bisogno di un'aula specifica o di strumentazioni, può essere realizzata tranquillamente anche in aula, occorre solo riuscire a gestire le attività facendo lavorare gli alunni in gruppi, magari consentendo agli stessi di confrontarsi tra di loro. La metodologia diviene più efficace se i lavori sono condotti non in maniera collaborativa (tutti fanno tutto) ma in maniera cooperativa, dando ad ogni alunno un compito specifico che è fondamentale per la realizzazione del prodotto finale.